La Piramide di Hawara nel deserto del Fayoum
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Piramide di Hawara e Labirinto

La piramide di Amenemhat III e i resti del leggendario Labirinto, descritto da Erodoto come più impressionante delle piramidi stesse, nel cuore del Fayoum.

La Piramide di Hawara e il Leggendario Labirinto

La Piramide di Hawara rappresenta uno dei monumenti più enigmatici e affascinanti dell’antico Egitto, un complesso funerario che un tempo ospitava una delle strutture più straordinarie mai costruite dall’uomo: il Labirinto. Situata nella parte orientale della depressione del Fayoum, a circa dodici chilometri a sud-est della città di Fayoum, questa piramide fu costruita dal faraone Amenemhat III della XII dinastia, intorno al 1850 a.C., come sua dimora eterna e centro di culto funerario.

Sebbene oggi la piramide appaia come una massa erosa di mattoni crudi, la sua storia e il suo significato la rendono uno dei siti più importanti dell’archeologia egizia. Il Labirinto che la affiancava, descritto dagli storici antichi come una costruzione più impressionante delle piramidi di Giza, è stato una delle più grandi perdite del patrimonio architettonico dell’umanità.

Amenemhat III e il Medio Regno

Il Grande Costruttore

Amenemhat III fu l’ultimo grande faraone della XII dinastia, regnando per circa quarantacinque anni (1860-1814 a.C. circa) durante quello che gli egittologi considerano il periodo d’oro del Medio Regno. Fu un sovrano energico e ambizioso, noto per le sue grandiose opere pubbliche e i suoi progetti idraulici che trasformarono il Fayoum da una palude stagionale in una delle regioni più produttive dell’Egitto.

Il faraone aveva un legame speciale con il Fayoum. Sotto il suo regno, il canale Bahr Youssef fu ampliato e regolamentato, vaste aree paludose furono bonificate e nuove terre furono messe a coltura. La costruzione delle dighe che controllavano l’afflusso delle acque del Nilo nel Lago Moeris rappresentava un’opera di ingegneria idraulica senza precedenti che garantiva la prosperità agricola della regione.

Due Piramidi, Un Solo Faraone

Amenemhat III è uno dei pochi faraoni ad aver costruito due piramidi. La prima, a Dahshur, presentava gravi problemi strutturali che ne compromisero la stabilità. Il faraone decise quindi di costruire una seconda piramide a Hawara, che divenne il suo luogo di sepoltura effettivo. Questa decisione fu determinante per la storia dell’architettura egizia, poiché il complesso di Hawara divenne il più grande e articolato tempio funerario del Medio Regno.

La Piramide

Struttura e Costruzione

La Piramide di Hawara fu costruita con un nucleo di mattoni crudi (adobe), una tecnica tipica del Medio Regno che differiva significativamente dalle piramidi dell’Antico Regno, realizzate in pietra calcarea. Originariamente rivestita di calcare bianco di Tura, la piramide aveva un’altezza di circa 58 metri e una base di 105 metri per lato, dimensioni considerevoli anche se inferiori alle grandi piramidi di Giza.

L’interno della piramide rivela un sistema di sicurezza sofisticatissimo, progettato per proteggere la sepoltura del faraone dai saccheggiatori. Corridoi ciechi, passaggi bloccati da enormi lastre di pietra, camere trappola e false porte componevano un intricato puzzle che avrebbe dovuto scoraggiare qualsiasi tentativo di violazione. Nonostante queste precauzioni, la tomba fu comunque saccheggiata nell’antichità.

La camera funeraria, scolpita in un unico blocco di quarzite del peso stimato di oltre cento tonnellate, rappresenta un capolavoro di ingegneria. L’enorme monolite fu calato in una fossa e poi coperto con tre lastre di quarzite che formavano il soffitto, per un peso complessivo stimato in circa 180 tonnellate. All’interno della camera, Flinders Petrie scoprì i resti di due sarcofagi, uno appartenente ad Amenemhat III e l’altro probabilmente alla figlia Neferuptah.

Il Leggendario Labirinto

Le Testimonianze degli Antichi

Il Labirinto di Hawara è senza dubbio l’aspetto più affascinante e misterioso del complesso. Diversi autori antichi lo visitarono e ne lasciarono descrizioni stupefatte. Erodoto, che lo vide nel V secolo a.C., scrisse:

“Ho visto cose che superano ogni descrizione. Se si riunissero tutte le opere e le costruzioni dei Greci, risulterebbero inferiori per fatica e spesa a questo labirinto. Eppure il labirinto supera anche le piramidi.”

Strabone, Diodoro Siculo e Plinio il Vecchio confermarono le impressioni di Erodoto. Secondo le loro descrizioni, il Labirinto era un immenso complesso di tremila stanze, metà delle quali sotterranee, con corridoi tortuosi, colonnati, cortili e sale decorate, il tutto coperto da un unico tetto. La struttura serviva sia come tempio funerario per Amenemhat III sia come centro amministrativo e religioso per i culti dei vari nomi (province) dell’Egitto.

La Realtà Archeologica

Purtroppo, del Labirinto non rimane quasi nulla. Nel corso dei millenni, la struttura fu sistematicamente smantellata e i suoi materiali riciclati per altre costruzioni. Quando Flinders Petrie condusse i suoi scavi tra il 1888 e il 1911, trovò solo le fondamenta di un vasto complesso, sufficiente tuttavia per confermare le dimensioni straordinarie dell’edificio.

Le indagini geofisiche condotte nel 2008 da una missione belga-egiziana hanno rivelato tracce di una struttura sotterranea colossale sotto le fondamenta visibili, suggerendo che parte del Labirinto potrebbe ancora esistere sotto la superficie. Queste scoperte hanno riacceso l’interesse scientifico per il sito, sebbene ulteriori scavi siano ancora necessari per confermare l’entità delle strutture sepolte.

I Ritratti del Fayoum

Una Scoperta Rivoluzionaria

La necropoli adiacente alla piramide è il luogo dove Flinders Petrie scoprì molti dei celebri Ritratti del Fayoum, una delle più importanti collezioni di arte antica mai rinvenute. Queste tavolette dipinte, risalenti al periodo romano (I-III secolo d.C.), venivano poste sul volto delle mummie e rappresentano ritratti realistici dei defunti.

I ritratti scoperti a Hawara sono particolarmente notevoli per la loro qualità artistica. Realizzati con la tecnica dell’encausto, ovvero pigmenti mescolati con cera d’api fusa e applicati con pennelli e spatole su tavole di legno di tiglio o sicomoro, questi ritratti colpiscono per il loro realismo straordinario. I volti ritratti esprimono una vivacità e un’individualità che li rendono sorprendentemente moderni, quasi come fotografie di persone reali vissute duemila anni fa.

L’Importanza Artistica

I Ritratti del Fayoum rappresentano l’unico corpus significativo di ritrattistica dell’antichità sopravvissuto fino ai nostri giorni. Essi costituiscono un ponte tra l’arte egizia e quella greco-romana, mostrando come la tradizione funeraria faraonica si fosse fusa con l’estetica ellenistica. Questi capolavori sono oggi dispersi nei musei di tutto il mondo, dal Museo Egizio del Cairo al British Museum, dal Louvre al Metropolitan Museum di New York.

Gli Scavi di Petrie

Il Pioniere dell’Archeologia Moderna

Sir William Matthew Flinders Petrie, spesso considerato il padre dell’archeologia scientifica in Egitto, condusse campagne di scavo intensive a Hawara tra il 1888 e il 1911. Petrie fu il primo a applicare metodi sistematici di registrazione e catalogazione dei reperti, rivoluzionando l’approccio alla ricerca archeologica in Egitto.

I suoi scavi a Hawara portarono alla luce non solo i Ritratti del Fayoum, ma anche importanti informazioni sulla struttura interna della piramide, sulla disposizione del Labirinto e sulla necropoli circostante. I dettagliati rapporti di scavo di Petrie rimangono una fonte fondamentale per la comprensione del complesso di Hawara.

L’Ingegneria Idraulica

Il complesso di Hawara era intimamente legato al sistema di gestione delle acque del Fayoum. La piramide sorgeva in prossimità dei canali che regolavano l’afflusso delle acque del Nilo nel Lago Moeris, e il Labirinto stesso potrebbe aver avuto funzioni legate all’amministrazione di questo complesso sistema idraulico. La capacità di Amenemhat III di controllare le acque del Nilo era vista come un’espressione del potere divino del faraone, e il Labirinto celebrava questa supremazia tecnologica e religiosa.

Consigli Pratici per la Visita

Come Arrivare

La Piramide di Hawara si trova a circa dodici chilometri a sud-est della città di Fayoum, raggiungibile attraverso una strada secondaria che attraversa le campagne dell’oasi. Da Il Cairo, il sito dista circa 100 chilometri, percorribili in circa un’ora e mezza in auto. Non esistono mezzi pubblici diretti per il sito, quindi è necessario affidarsi a un taxi o a un tour organizzato.

La Visita

Il sito archeologico è relativamente piccolo e può essere visitato in una o due ore. L’area è aperta e poco ombreggiata, quindi è essenziale portare protezione solare, cappello e acqua. Il terreno è sabbioso e irregolare, quindi si consigliano scarpe robuste. Non ci sono strutture di servizio nelle vicinanze, quindi è opportuno portare tutto il necessario.

Combinare con Altri Siti

La visita alla Piramide di Hawara può essere combinata con quella della vicina piramide di Lahun (Sesostri II) e con un giro dell’oasi di Fayoum per una giornata ricca di scoperte. Si consiglia di visitare anche il piccolo museo di Kom Aushim all’ingresso dell’oasi, dove sono esposti reperti provenienti dai siti archeologici della regione, inclusi alcuni dei Ritratti del Fayoum.

La Piramide di Hawara e il suo Labirinto perduto rappresentano uno dei capitoli più affascinanti della storia dell’architettura antica, un monito sulla fragilità del patrimonio umano e un invito a immaginare le meraviglie che un tempo adornavano questa terra straordinaria. Visitare questo sito significa camminare sulle orme di Erodoto e di Petrie, tra i fantasmi di un passato glorioso che attende ancora di essere pienamente svelato.

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