La Necropoli di Saqqara: Tremila Anni di Storia nel Deserto
La necropoli di Saqqara è il più vasto, il più antico e il più importante sito funerario dell’intero Egitto. Estesa per circa 7 chilometri lungo il margine occidentale del deserto libico, questa straordinaria città dei morti servì come luogo di sepoltura per l’antica Memphis, capitale dell’Egitto durante l’Antico Regno, per un periodo che abbraccia oltre tremila anni di storia, dalla I dinastia fino all’epoca romana. Qui si trova la Piramide a Gradoni di Djoser, la più antica struttura monumentale in pietra della storia umana, insieme a centinaia di piramidi, mastabe, tombe ipogee e templi che costituiscono un archivio insostituibile della civiltà egizia.
Saqqara deve il suo nome al dio funerario Sokar, venerato nella regione memfita fin dalle epoche più remote. Il sito si trova a circa 30 chilometri a sud del Cairo, sulla riva occidentale del Nilo, in una posizione che nell’antichità era strategicamente collegata alla capitale Memphis attraverso una rete di strade cerimoniali e canali. La scelta della riva occidentale per le necropoli non era casuale: per gli antichi egizi, l’ovest era la dimora dei morti, il luogo dove il sole tramontava per intraprendere il suo viaggio notturno attraverso il mondo sotterraneo.
Storia della Necropoli
Le Origini: I e II Dinastia
Le più antiche sepolture di Saqqara risalgono alla I dinastia (circa 3100 a.C.), agli albori della civiltà egizia unificata. Grandi mastabe in mattoni crudi, appartenenti a funzionari e forse agli stessi sovrani delle prime dinastie, occupano il margine settentrionale della necropoli. Queste tombe, dalla caratteristica facciata a nicchie nota come “facciata di palazzo”, rappresentano i primi tentativi di architettura funeraria monumentale e anticipano le grandiose costruzioni dell’Antico Regno.
Particolarmente significative sono le mastabe scoperte dall’archeologo Walter Bryan Emery negli anni ‘30 e ‘40 del Novecento, alcune delle quali contengono sepolture di servitori sacrificati per accompagnare il padrone nell’aldilà, una pratica macabra che fu abbandonata dopo la II dinastia.
L’Antico Regno: L’Età d’Oro
Il periodo di massimo splendore di Saqqara coincide con l’Antico Regno (circa 2686-2181 a.C.), quando la necropoli divenne il principale luogo di sepoltura della famiglia reale e dell’élite memfita. La costruzione della Piramide a Gradoni di Djoser, intorno al 2667 a.C., segnò l’inizio dell’era delle piramidi e trasformò Saqqara nel più importante cantiere architettonico dell’Egitto.
Dopo Djoser, altri faraoni scelsero Saqqara per le loro piramidi. Il faraone Userkaf, fondatore della V dinastia, edificò la sua piramide nell’angolo nord-orientale del recinto di Djoser. I suoi successori, Sahure, Neferirkare e altri, preferirono il vicino sito di Abusir, ma Unas, ultimo sovrano della V dinastia, tornò a Saqqara costruendo la sua piramide immediatamente a sud del complesso di Djoser.
I Testi delle Piramidi
La piramide di Unas riveste un’importanza straordinaria nella storia della religione egizia: le sue pareti interne ospitano i più antichi Testi delle Piramidi, una raccolta di formule religiose e incantesimi destinati a guidare l’anima del faraone nell’aldilà. Questi testi, incisi in geroglifici verdi su pareti bianche, rappresentano il più antico corpus letterario religioso dell’umanità e costituiscono la base dalla quale si svilupparono i successivi Testi dei Sarcofagi e il Libro dei Morti.
La tradizione dei Testi delle Piramidi fu continuata nelle piramidi dei faraoni della VI dinastia a Saqqara: Teti, Pepi I, Merenra e Pepi II. Ognuna di queste piramidi contiene versioni leggermente diverse dei testi, permettendo agli studiosi di tracciare l’evoluzione del pensiero religioso egizio attraverso i secoli.
La Piramide di Teti
La piramide del faraone Teti, fondatore della VI dinastia, merita una visita approfondita. Sebbene dall’esterno appaia come un cumulo di macerie, l’interno è sorprendentemente ben conservato. La camera sepolcrale, rivestita di calcare bianco, conserva il sarcofago in basalto del faraone e le pareti sono ricoperte di Testi delle Piramidi magnificamente incisi. Attorno alla piramide di Teti si trovano alcune delle più belle mastabe dell’intera necropoli, tra cui quelle dei visir Mereruka e Kagemni.
Le Grandi Mastabe
La Mastaba di Mereruka
La mastaba di Mereruka, visir del faraone Teti, è la più grande e la più riccamente decorata dell’intero sito di Saqqara. Con le sue 33 stanze disposte su due livelli, questa tomba è un vero e proprio palazzo funerario le cui pareti sono coperte da migliaia di scene scolpite in rilievo che illustrano ogni aspetto della vita nell’antico Egitto.
Le scene della mastaba di Mereruka comprendono rappresentazioni di caccia, pesca, agricoltura, artigianato, musica e danza, banchetti e cerimonie religiose. Di particolare interesse è una scena che mostra ippopotami impegnati in un combattimento, considerata uno dei capolavori della scultura in rilievo dell’Antico Regno. Un’altra scena celebre mostra Mereruka che dipinge i tre periodi dell’anno sul cavalletto, una delle rare rappresentazioni di un artista al lavoro nell’arte egizia.
La Mastaba di Kagemni
Adiacente a quella di Mereruka, la mastaba di Kagemni, anch’egli visir di Teti, compete con la prima per la qualità e la vivacità dei rilievi. Le scene di caccia e pesca sono particolarmente realistiche, con dettagli straordinari nella resa degli animali e dei paesaggi fluviali. Una scena celebre mostra un coccodrillo che divora un neonato di ippopotamo, un momento di drammatica intensità naturalistica raro nell’arte egizia.
La Mastaba di Ti
La mastaba di Ti, risalente alla V dinastia, è considerata uno dei monumenti più importanti dell’Antico Regno per la qualità dei suoi rilievi. Ti era un funzionario di alto rango, sorvegliante dei templi solari e delle piramidi di Neferirkare e Niuserra. Le pareti della sua tomba ospitano alcune delle più celebri scene di vita quotidiana dell’antico Egitto, tra cui la costruzione di barche, la lavorazione dei metalli, la raccolta del papiro e la preparazione del cibo.
Il Serapeum
Le Catacombe dei Tori Sacri
Il Serapeum di Saqqara è uno dei monumenti più misteriosi e suggestivi dell’intero Egitto. Scoperto da Auguste Mariette nel 1851, è un vasto complesso sotterraneo di gallerie e camere scavate nella roccia, destinato alla sepoltura dei tori sacri Apis, considerati incarnazione vivente del dio Ptah, patrono di Memphis.
Il culto del toro Apis risale almeno alla I dinastia e fu praticato per oltre tremila anni. Quando un toro Apis moriva, il suo corpo veniva mummificato con la stessa cura riservata ai faraoni e deposto in un enorme sarcofago di granito o basalto all’interno delle gallerie del Serapeum. Ogni sarcofago pesa tra le 60 e le 80 tonnellate, e il loro trasporto e posizionamento nei corridoi sotterranei costituisce un enigma ingegneristico ancora oggi irrisolto.
La Scoperta di Mariette
Auguste Mariette giunse al Serapeum seguendo un indizio letterario: il geografo greco Strabone aveva menzionato una via fiancheggiata da sfingi che conduceva al luogo di sepoltura dei tori sacri. Mariette iniziò a scavare nella sabbia e, dopo aver scoperto una fila di sfingi semisepolte, seguì il viale cerimoniale fino all’ingresso delle catacombe. La scoperta del Serapeum fu una delle più grandi avventure dell’egittologia ottocentesca e consacrò Mariette come uno dei più importanti archeologi del suo tempo.
Le Scoperte Recenti
La Rinascita Archeologica
Saqqara ha conosciuto una straordinaria rinascita archeologica negli ultimi anni. A partire dal 2018, una serie di scoperte sensazionali ha riportato il sito al centro dell’attenzione mondiale. La missione archeologica egiziana guidata da Zahi Hawass e da Mostafa Waziri ha portato alla luce centinaia di sarcofagi intatti risalenti al Periodo Tardo e all’epoca tolemaica, sepolti in pozzi profondi fino a 12 metri.
Nel 2020, la scoperta di oltre 100 sarcofagi in legno dipinto, perfettamente sigillati e contenenti mummie ben conservate, ha rappresentato una delle più grandi scoperte archeologiche del XXI secolo. Questi sarcofagi, risalenti a circa 2500 anni fa, erano decorati con scene colorate del Libro dei Morti e contenevano amuleti, ushabti e altri oggetti funerari.
Il Tempio Funerario della Regina Nearit
Nel 2021, gli scavi nei pressi della piramide di Teti hanno rivelato il tempio funerario della regina Nearit, moglie del faraone, precedentemente sconosciuta. La scoperta ha ampliato significativamente la nostra conoscenza della famiglia reale della VI dinastia e delle pratiche funerarie dell’epoca.
Le Catacombe degli Animali Sacri
Oltre al Serapeum, Saqqara ospita vaste catacombe dedicate ad altri animali sacri: babbuini sacri a Thoth, ibis sacri allo stesso dio, falchi sacri a Horus e gatti sacri a Bastet. La scoperta di milioni di mummie animali in queste catacombe ha rivelato l’enorme scala del culto degli animali nell’Egitto tardo e tolemaico.
Consigli per la Visita
Pianificazione
Saqqara è un sito vastissimo che richiede almeno mezza giornata per una visita approfondita. Si consiglia di arrivare all’apertura e di pianificare un percorso che includa almeno la Piramide a Gradoni, le mastabe di Mereruka e Ti, e il Serapeum. I visitatori con più tempo a disposizione potranno esplorare anche le piramidi di Unas e Teti e le numerose tombe minori.
Come Arrivare
Saqqara si trova a circa 30 chilometri a sud del Cairo. Il modo più comodo per raggiungerla è in taxi o con un’auto a noleggio. Alcuni tour organizzati combinano la visita di Saqqara con quella di Memphis e Dahshur, creando un itinerario che copre i principali siti della regione memfita.
Cosa Portare
Il sito è in gran parte all’aperto e offre poca ombra. Portate acqua in abbondanza, protezione solare, un cappello e scarpe comode per camminare sulla sabbia. Per visitare le tombe sotterranee è utile avere una torcia, anche se la maggior parte è dotata di illuminazione artificiale. Il terreno può essere irregolare e alcune tombe richiedono di salire e scendere scalinate ripide.
Biglietti
Il biglietto d’ingresso generale include l’accesso alla maggior parte delle tombe aperte e alla Piramide a Gradoni. L’accesso al Serapeum e ad alcune tombe particolari richiede biglietti supplementari. Il numero di tombe aperte al pubblico varia periodicamente, poiché il Consiglio Supremo delle Antichità ruota le aperture per garantire la conservazione dei monumenti.
Saqqara non è semplicemente un sito archeologico: è un libro aperto sulla storia dell’antico Egitto, un luogo dove ogni pietra, ogni rilievo, ogni corridoio sotterraneo racconta una storia che abbraccia tremila anni di civiltà. Visitarla significa intraprendere un viaggio nel tempo che dal remoto passato delle prime dinastie conduce fino all’epoca dei Tolomei, attraversando i momenti più significativi della storia dell’umanità.