Le rovine dell'antico tempio di Bastet a Bubastis nel Delta del Nilo
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Bubastis

L'antica città sacra alla dea gatta Bastet, con le rovine del grande tempio e la necropoli dei gatti, nel cuore del Delta del Nilo.

Bubastis: la Città Sacra dei Gatti

Bubastis, conosciuta oggi come Tell Basta, è uno dei siti archeologici più antichi e significativi del Delta del Nilo, la città sacra alla dea gatta Bastet. Situata all’ingresso orientale del Delta, nei pressi dell’odierna città di Zagazig, Bubastis fu per secoli uno dei centri religiosi più importanti dell’antico Egitto, celebre per le sue grandiose festività in onore della dea dei gatti, della gioia, della danza e della fertilità. Erodoto, che visitò la città nel V secolo a.C., descrisse il tempio di Bastet come il più bello di tutto l’Egitto e la sua festa annuale come la più animata e partecipata del paese.

Oggi le rovine di Bubastis si estendono su un vasto tell (collina artificiale) nel cuore della moderna Zagazig, offrendo al visitatore uno sguardo su una delle pagine più affascinanti e meno conosciute della civiltà egizia: il culto degli animali sacri e la venerazione del gatto come creatura divina.

Storia di Bubastis

Le Origini

La storia di Bubastis risale all’Antico Regno, con tracce di occupazione datate alla IV dinastia (circa 2600 a.C.). Il nome egizio della città, Per-Bastet (“la Casa di Bastet”), rivela la sua vocazione sacra fin dalle origini. Il culto della dea gatta Bastet era radicato nella città fin dai tempi più remoti, e il suo tempio principale era il fulcro della vita religiosa locale.

Durante il Medio Regno e il Nuovo Regno, la città crebbe in importanza, beneficiando della sua posizione strategica all’incrocio tra le vie commerciali che collegavano il Delta orientale al Sinai e al Levante. I faraoni della XVIII e XIX dinastia contribuirono all’ampliamento del tempio, e diversi blocchi con i cartigli di Ramesse II sono stati rinvenuti nel sito.

Capitale della XXII Dinastia

Il periodo di massimo splendore di Bubastis coincise con la XXII dinastia (945-715 a.C.), quando la città divenne la capitale dell’Egitto sotto il faraone Shoshenq I. Questo sovrano di origine libica, identificato con il biblico Shishak che saccheggiò il tempio di Gerusalemme, trasformò Bubastis in un centro di potere politico e religioso di primo piano. Il tempio di Bastet fu ampliato e abbellito con nuove sale, colonnati e decorazioni, raggiungendo dimensioni e splendore mai visti prima.

I successori di Shoshenq continuarono ad abbellire la città, costruendo sale per il giubileo reale (heb-sed), aggiungendo portali monumentali e dedicando statue e obelischi alla dea Bastet. La città divenne anche un importante centro commerciale, grazie alla sua posizione sui canali che collegavano il Nilo al Mar Rosso.

Il Declino

Con la fine della XXII dinastia e le successive dominazioni assire, persiane e tolemaiche, Bubastis perse gradualmente la sua importanza politica. Il culto di Bastet, tuttavia, continuò a fiorire e anzi si intensificò durante il periodo tardo e greco-romano, quando la venerazione dei gatti sacri raggiunse il suo apice. Il sito fu infine abbandonato in epoca romana e le sue rovine furono gradualmente coperte dalla polvere del Delta.

Il Culto di Bastet

La Dea Gatta

Bastet era originariamente una dea leonessa feroce, associata alla guerra e alla protezione del faraone. Nel corso dei secoli, la sua iconografia si trasformò progressivamente dalla leonessa alla gatta domestica, e il suo carattere divenne più gentile, associato alla gioia, alla musica, alla danza, alla fertilità e alla protezione della casa. Questa evoluzione rifletteva probabilmente la crescente domesticazione del gatto in Egitto e la sua importanza nella vita quotidiana come protettore dei granai dai roditori.

Le rappresentazioni di Bastet la mostrano come una donna dalla testa di gatta, spesso con un sistro (strumento musicale) in una mano e un aegis (scudo cerimoniale) nell’altra. Le sue statuette votive in bronzo, migliaia delle quali sono state rinvenute a Bubastis e in altri siti, la raffigurano come un’elegante gatta seduta, talvolta con gattini ai piedi o con orecchini d’oro.

La Grande Festa di Bastet

Erodoto lasciò una descrizione vivida e affascinante della grande festa annuale di Bastet, che si teneva nel mese di aprile o maggio. Secondo lo storico greco, fino a 700.000 persone convergevano su Bubastis per la celebrazione, viaggiando lungo il Nilo su barche decorate. Durante il viaggio, le donne suonavano sistri, gli uomini flauti, e tutti cantavano e battevano le mani. Lungo le rive del fiume, le barche si fermavano presso le città e le donne provocavano gli abitanti con gesti e parole scherzose.

Una volta giunti a Bubastis, i festeggiamenti includevano sacrifici, banchetti, danze e il consumo di grandi quantità di vino. Erodoto annotò che durante questa festa si beveva più vino che in tutto il resto dell’anno. La celebrazione era un’esplosione di gioia e vitalità che rifletteva il carattere festivo della dea, e rappresentava uno dei momenti più importanti del calendario religioso egizio.

La Necropoli dei Gatti

Uno degli aspetti più peculiari del culto di Bastet era la venerazione dei gatti come incarnazioni viventi della dea. I gatti sacri venivano allevati nei recinti del tempio, curati e venerati dai sacerdoti. Alla loro morte, venivano mummificati con grande cura e sepolti in apposite necropoli. Gli scavi a Bubastis e in altri siti hanno portato alla luce migliaia di mummie di gatto, testimonianza della diffusione e dell’intensità di questo culto.

La necropoli dei gatti di Bubastis, scoperta nel XIX secolo, conteneva centinaia di migliaia di mummie feline, molte delle quali purtroppo distrutte o disperse prima che potessero essere studiate scientificamente. I gatti mummificati erano spesso accompagnati da offerte votive e piccoli sarcofagi in bronzo decorati.

Il Sito Archeologico Oggi

Le Rovine del Tempio

Il sito di Tell Basta si estende su un vasto tell, oggi in parte circondato dalle case della moderna Zagazig. Le rovine principali includono i resti del grande tempio di Bastet, identificabile grazie agli enormi blocchi di granito rosa sparsi su un’ampia area. Tra questi blocchi si possono ancora distinguere rilievi con scene rituali, cartigli reali e rappresentazioni della dea.

La disposizione originale del tempio, come descritto da Erodoto, prevedeva un recinto sacro circondato da canali artificiali, con un viale d’accesso fiancheggiato da alberi che conduceva al santuario centrale. Oggi restano le fondamenta e frammenti architettonici che, con l’aiuto di una guida esperta, permettono di immaginare la grandiosità originale della struttura.

Le Scoperte Recenti

Gli scavi condotti dalla missione archeologica egiziana e da equipe internazionali hanno portato alla luce negli ultimi decenni nuovi settori del sito, tra cui parti della sala del giubileo di Osorkon II, una delle strutture meglio conservate del complesso. Questa sala, decorata con rilievi policromi di notevole qualità artistica, mostra scene del faraone che celebra il suo giubileo reale davanti agli dei.

Consigli Pratici per la Visita

Come Arrivare

Bubastis (Tell Basta) si trova alla periferia sud-orientale di Zagazig, città raggiungibile dal Cairo in circa un’ora e mezza in auto o in treno. La stazione ferroviaria di Zagazig è servita da treni frequenti dalla stazione centrale del Cairo. Dal centro di Zagazig, il sito è raggiungibile in taxi in pochi minuti.

La Visita

Il sito è relativamente esteso ma pianeggiante. Una visita approfondita richiede una o due ore. Si consiglia vivamente di essere accompagnati da una guida locale o di informarsi preventivamente sulla disposizione del sito, poiché le rovine, senza spiegazioni, possono risultare poco leggibili. Non ci sono strutture di ristoro nel sito stesso, ma i caffè e ristoranti di Zagazig sono nelle vicinanze.

Cosa Portare

Portate acqua, protezione solare e cappello, poiché il sito è esposto al sole. Scarpe comode sono sufficienti, poiché il terreno è relativamente pianeggiante. Una guida archeologica dell’Egitto è utile per contestualizzare le rovine.

Combinare con Altri Siti

La visita a Bubastis può essere combinata con Tanis (distante circa 70 chilometri) per una giornata dedicata all’archeologia del Delta. I reperti più importanti provenienti da Bubastis, incluse statue di Bastet e mummie di gatti, sono esposti al Museo Egizio del Cairo.

Bubastis è un sito che merita di essere riscoperto, un luogo dove la storia millenaria dell’Egitto si intreccia con il culto più affascinante dell’antichità: quello del gatto, creatura sacra, protettrice e compagna dell’uomo fin dall’alba della civiltà. Visitare Tell Basta significa immergersi in un mondo dove il divino assumeva la forma elegante e misteriosa del più amato tra gli animali domestici.

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